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Vita da Coach – Accetto da te non meno del massimo!

Sempre più spesso durante le lezioni e nel rapportarci con i clienti/atleti ci accorgiamo che la figura dell’istruttore è una figura complessa.

Il Coach non è solo colui che ti insegna lo sport ma dovrebbe possedere tante altre qualità che lo rendono completo e gli permettono di compiere la sua “missione” al meglio. Uso la parola “missione” perché “lavoro” è un po’ riduttiva: insegnare, infatti, il mero gesto tecnico è relativamente semplice. Gli aspetti che ti rendono Coach, degno di rispetto e stima, sono anche altri e spiego il perché.

Il Coach, come detto, non cerca di insegnarti solamente gli aspetti tecnici della disciplina ma cerca sempre di sviluppare le potenzialità del singolo individuo (o del gruppo).

Il Coach desidera e si adopera affinché il cliente cresca, nel rispetto delle sue caratteristiche personali.

Il Coach sprona gli atleti a dare il meglio, il loro massimo.

Il Coach deve essere onesto, sempre; deve avere il coraggio di dire la verità, anche quando questa è “scomoda” per il cliente.

Il rischio che ogni buon Coach affronta è quello di incoraggiare l’atleta ad oltrepassare i propri limiti, perché il Coach spesso riesce a vedere oltre, anche quando la fiducia da parte dell’atleta in sé stesso viene meno.

Ovvio che alla base di tutto ci deve essere un rapporto di fiducia e di obiettivi condivisi.

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In Match Ball siamo abituati a dare sempre il massimo. Spesso, anzi, diamo anche più di quello che ci viene richiesto come Istruttori e questo perché abbiamo a cuore ogni persona che ci ha scelto e ci ha reso partecipi del percorso di crescita e apprendimento dello squash.

Non abbiamo la presunzione di definirci “i migliori” ma sicuramente siamo bravi e ci distinguiamo dagli altri club per la dedizione con la quale seguiamo i nostri giocatori.

Insieme, con impegno, possiamo ottenere ottimi risultati.